La FESTA è finita … grazie Parma.

La 78 ma Adunata Nazionale della Ass. Naz. Alpini è finita e finalmente il sonno ristoratore. Non so di dove fosse l'alpino che ho fotografato domenica dopo la sfilata e sinceramente non ha importanza. Mi è piaciuta questa immagine che simboleggia il riposo ristoratore e la calma che ritorna a Parma, invasa per una settimana da migliaia di alpini, amici e simpatizzanti. Parma finalmente torna a dormire sonni silenziosi.
Ma la stessa immagine dimostra apertamente che anche noi alpini eravamo esausti e paghi. Sicuramente questo alpino, ma non ne sono sicurissimo, non ha bevuto tutto il vino delle 31 bottiglie che gli amici gli hanno disposto intorno mentre dormiva, ma non conta. Quello che conta è CHE E' STATO ALL'ADUNATA DI PARMA 2005 E HA FATTO FESTA CON TANTI AMICI, ALPINI E NON. Per alcuni giorni la sua vita come quella degli altri alpini presenti a Parma si è concessa una sosta, una sosta autorizzata, organizzata e gestita da centinaia di altri Alpini ma soprattutto dai CITTADINI di PARMA, a cui anche lui si sentirà di dire GRAZIE di cuore. Sempre sorridenti e sempre disposti a perdonare anche le intemperanze dei più esagitati, gli abitanti di Parma, ci hanno fatto sentire a casa, tra amici. Sembravano sorpresi e increduli di tanto sconquasso ma felici LORO di contribuire con la loro pazienza e comprensione, alla NOSTRA felicità.
Io ero lì con il mio gruppo, come ogni anno da 40 anni, a godermi questi 3 giorni di festa e di serenità, in mezzo al frastuono di trombe e canti, di risate e vociare continui che fanno da sottofondo a queste nostre adunate.
Con gli occhi pieni di verde, di penne nere e di tricolore, di cappelli che coprono visi paonazzi e sempre sorridenti, di ragazze e signore un po' meno paonazze ma altrettanto sorridenti mi sono dimenticato per 3 giorni del lavoro e dei soliti impegni quotidiani.
E ho fatto festa con gli altri, ho sorriso a migliaia di visi sconosciuti che mi sorridevano, ho parlato con decine di visi sconosciuti ma che sapevo amici, di Pordenone, di Genova, un abruzzese, uno di Conegliano Veneto, un altro di Bergamo, uno di Lumezzane, giovani e veci, alpini semplici o colonnelli, da alcuni mi separava una vita, con altri mi scoprivo coetaneo.
E ho capito che ero andato lì proprio per incontrarli, per stare insieme a loro, per sentirmi in

mezzo ad amici veri, come solo gli amici di infanzia possono esserlo, anche se nati e vissuti a mille chilometri da tè. E per tre giorni sono tornato giovane, spensierato e soprattutto felice.
E ho girato a piedi per tutta la città riempiendomi gli occhi e la mente di immagini, di voci, di canti noti e sconosciuti, di dialetti più o meno comprensibili, di migliaia di volti che mi faranno compagnia per un anno, sino al maggio 2006, quando ci ritroveremo ad ASIAGO.
E ho visto lo spettacolo di sempre: migliaia di tende e di roulottes, centinaia di accampamenti. Ad ogni angolo della città, ad ogni ora del giorno e della notte, sentivi profumi di grigliate miste, salamelle, braciole, costate che arrostivano su barbecue e griglie di ogni dimensione.
E a fianco, sotto le tende, migliaia di alpini se la raccontavano e se la cantavano, il bicchiere sempre pieno e sempre subito vuoto, in un vociare senza soste, il cuore gonfio di ricordi, di adunate passate, di amici che sono “ andati avanti “, di campi estivi, di marce notturne, di aiuti portati ai terremotati o agli alluvionati e di solita solidarietà alpina.
Domenica il coronamento di un anno di attesa : la SFILATA con gli alpini del mio gruppo di Sirmione, tra due ali di gente stanca ma sempre plaudente e felice, dopo ore di attesa.
Grazie PARMA, grazie Amici Alpini.
Giuseppe Donati